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Cause e sintomi dell'ipertensione: i migliori farmaci da usare per contrastarla

L’ipertensione è una malattia diffusa nei paesi industrializzati. In generale, si parla di ipertensione in tutti quei casi in cui si ha un costante livello di pressione sanguigna elevato. Questo disturbo non coinvolge però solo il cuore: si definisce ipertensione polmonare una condizione severa in cui la pressione sanguigna all’interno delle arterie polmonari è eccessiva, oppure esiste anche l’ipertensione intracranica, quando la circolazione venosa cerebrale non drena efficacemente il sangue a livello dell’encefalo. 

Solitamente, però, quando si parla di ipertensione si intende per definizione quella arteriosa. Che cos’è? Questo termine indica una situazione in cui la forza che il sangue esercita contro le pareti dei vasi sanguigni è eccessiva anche quando l’individuo è a riposo. Questa condizione, prolungata nel tempo, può portare a diverse complicanze.

Quali sono le cause che predispongono all’ipertensione

Si distingue tra ipertensione essenziale (o primaria) e secondaria. Mentre nel secondo caso gli aumenti pressori sono dovuti ad una malattia endocrina o dei reni (tra cui il diabete), all’impiego di certi farmaci e ad altri stati, come ad esempio ad una gravidanza o all’apnea notturna, in altri casi non è possibile identificare una singola motivazione specifica.

Esistono vari fattori che predispongono ad elevati livelli di pressione. Tra questi ci sono: età avanzata, carenze vitaminiche, eccesso di alcol e fumo, obesità e sedentarietà. Inoltre, anche lo stress elevato per lunghi periodi, i disturbi d’ansia e l’insonnia cronica sembrano comparire tra le cause dell’ipertensione.

Come accorgersi di soffrire di ipertensione: quali sono i sintomi

L’ipertensione è anche detta “il killer silenzioso”, perché non causa sintomi evidenti. Può però manifestarsi inizialmente con mal di testa e rossore in viso. Altri sintomi da tenere in considerazione sono la difficoltà a respirare (dispnea) e il sanguinamento del naso. Trattandosi di un quadro sintomatologico piuttosto aspecifico, però, può essere difficile ricondurlo alle conseguenze dell’ipertensione.

In certi uomini, l’ipertensione è all’origine della disfunzione erettile. Infatti, l’aumento della pressione sanguigna alle lunghe danneggia le arterie del pene, causando impotenza. In questo caso, sotto consiglio medico possono essere prescritti dei farmaci per tornare ad avere rapporti sessuali soddisfacenti, tra cui anche il Viagra, che è anche utilizzato contro l’ipertensione polmonare.

L’ipertensione, però, non è assolutamente da sottovalutare, poiché è in grado di causare aterosclerosi, un danno alle arterie che diminuisce l’apporto di sangue agli organi. A causa della scarsa irrorazione, è possibile andare incontro a tachicardia, scompensi cardiaci, problemi a livello oculare e persino deficit cognitivi e infarti. Per prevenire tutto ciò, è necessario ottenere una diagnosi e, in seguito, curare il disturbo.

Diagnosi e classificazione della pressione alta

Tutti conoscono il significato di sfigmomanometro, anche se il termine potrebbe risultare nuovo. Questo strumento dal nome complesso altro non è che la macchinetta (solitamente elettronica) con la quale viene misurata la pressione, cioè quel manicotto che posto attorno al braccio si gonfia e fornisce i valori pressori. I dati forniti sono principalmente due: il valore della pressione sistolica, comunemente detta massima, e di quella diastolica, o minima. Sono considerati ottimali valori di 120 e 80 mmHg o leggermente inferiori.

L’ipertensione è classificabile per gradi. Si considera stadio I se i valori sono superiori a 140/90 mmHg, mentre si considera di stadio II al di sopra di 160/100 mmHg. Bisogna però considerare quando questi valori sono così elevati: l’ora del giorno, l’esercizio fisico e persino lo stato emotivo incidono molto sulla pressione. Pertanto, per ottenere una classificazione veritiera sono necessarie più misurazioni effettuate dal medico curante, in una condizione di rilassamento e non immediatamente successive all’attività motoria.

A questo semplice test possono essere associati anche altri esami obiettivi, per valutare la complessiva funzionalità cardiaca. La diagnosi consente di ottenere, in alcuni casi, un’esenzione dal ticket per alcune visite mediche ed esami specialistici, come ad esempio l’elettrocardiogramma e l’holter cardiaco e pressorio.

Per curare l’ipertensione bisogna cambiare stile di vita e ricorrere ai farmaci giusti

Se ti è stata diagnosticata l’ipertensione, ti starai chiedendo come combattere questo disturbo. Per guarire dall’ipertensione arteriosa, però, è necessario molto impegno; la terapia, infatti, non richiede semplicemente di prendere farmaci, ma investe molti ambiti della vita di tutti i giorni.

Innanzitutto, è necessario seguire una dieta sana. Un qualsiasi portale online sull’argomento è in grado di fornire delle indicazioni generali su quali categorie alimentari sia bene evitare, ma è consigliabile seguire il parere di un esperto. Inoltre, è suggerito di praticare attività fisica di tipo aerobico (ad esempio corsa, nuoto o ciclismo) e di evitare gli alcolici e le sigarette.

Ma cosa fare se questi rimedi non sono sufficienti? A questo punto il cardiologo potrebbe consigliare di assumere dei farmaci antiipertensivi. È bene però ricordare che non esistono farmaci completamente senza effetti collaterali, e per questo motivo la cura farmacologica non è da sottovalutare ed è presa in considerazione solamente se le altre soluzioni non sono utili.

Il miglior farmaco per l’ipertensione? Chiedilo al tuo medico!

Non esiste un unico farmaco per l’ipertensione, che si possa considerare la miglior cura sul mercato. Infatti, esistono categorie farmacologiche diverse che agiscono come antiipertensivo: i diuretici, ad esempio, ma anche i beta-bloccanti e gli antagonisti del calcio. Tra questi, un farmaco che si rivela particolarmente efficace è Lasix, un diuretico che, stimolando l’orinazione, aiuta a drenare acqua e sali minerali in eccesso, e per questo viene impiegato anche nel trattamento degli edemi.

La corretta terapia dev’essere prescritta dal medico ed eventualmente aggiustata se non si mostra efficace dopo un paio di settimane. È inoltre importante leggere il foglietto illustrativo dei farmaci per verificare che non ci siano interazioni con altri medicinali e cibi; ad esempio, è noto che il pompelmo è in grado di interferire con alcune terapie farmacologiche.

La risposta terapeutica dovrebbe essere evidente entro sei settimane. Perciò, con l’aiuto dei farmaci e mantenendo uno stile di vita adeguatamente sano, potrai smettere di preoccuparti e vivere ancora a lungo e in salute.



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