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Tutto quello che c'è da sapere su sintomi e cure dell’artrite reumatoide

L’artrite reumatoide è un disturbo infiammatorio ad andamento cronico, che è causa di dolore e invalidità in coloro che ne soffrono, comportando difficoltà a svolgere un lavoro normale o a compiere azioni quotidiane che richiedano movimenti fini delle mani. Ma come si manifesta questo disturbo? E come può essere curato?  

L’artrite reumatoide è diversa dalla semplice artrite 

L’artrite è un’infiammazione che colpisce le articolazioni, ossia le giunture che uniscono tra loro le ossa e hanno la funzione di sostenere e proteggere l’ossatura, ma anche di consentire la mobilità. È tipica l’artrite che colpisce la cartilagine articolare, in particolare negli anziani. L’artrite può essere anche sieronegativa, ossia in cui il fattore reumatoide è assente. 

Quella reumatoide è soltanto una delle tipologie di artrite esistenti. Ma cos’è esattamente? L’artrite reumatoide è considerata una malattia autoimmune che, anziché attaccare le cartilagini delle articolazioni, colpisce la membrana sinoviale, cioè la membrana ricca di vasi sanguigni che avvolge il lubrificante tra ossa adiacenti, detto sinovia. Purtroppo, è un disturbo incurabile, e la terapia viene utilizzata soltanto per trattare i sintomi dolorosi.

Cosa aspettarsi dall’evoluzione del disturbo

L’artrite reumatoide fa solitamente la sua comparsa tra i 40 e i 60 anni, ma è possibile un esordio giovanile. Colpisce prevalentemente le donne, che costituiscono da sole tre quarti dei malati totali. Ciononostante, il disturbo non interferisce nel caso la donna desideri una gravidanza, sebbene la fertilità risulti ridotta nei periodi di esacerbazione del disturbo.

Il disturbo ha andamento progressivo: inizialmente coinvolge soltanto la membrana sinoviale, e in particolare nelle piccole articolazioni, come ad esempio quelle delle dita della mano, del polso, del piede. In seguito, arriva a danneggiare in toto l’articolazione e causa sintomi in altre aree, come la spalla, il ginocchio e la caviglia. Inoltre, la malattia può estendersi anche alla cute, agli occhi, ai reni, all’apparato respiratorio e al cuore.

È quindi possibile morire di artrite reumatoide? Il disturbo in sé non è causa di morte. Eppure, una forma che può essere definita maligna può causare l’infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite), o della membrana che ricopre i polmoni (pleurite), o ancora del rivestimento del cuore (pericardite). Inoltre, sono più comuni gli infarti e altri problemi cardiovascolari. Sono quindi le conseguenze di questo disturbo che possono essere fatali e che in ogni caso peggiorano la qualità della vita.

Cause e sintomi dell’artrite reumatoide

Le cause che originano l’artrite reumatoide non sono ancora del tutto note. Sembra infatti esserci una predisposizione genetica al disturbo, che però si manifesta soltanto in presenza di certe condizioni ambientali, che innescano la risposta autoimmune. In particolare, sembra che alcuni virus, elevati livelli di stress e il tabagismo possano agire come fattori scatenanti.

L’artrite reumatoide ha solitamente un andamento che oscilla tra la fase acuta, in cui la sintomatologia è fortemente presente, e fasi di relativa remissione, durante le quali i sintomi possono essere parzialmente o persino completamente assenti.

I primi sintomi da osservare, caratteristici di un’artrite reumatoide, sono il dolore articolare, il gonfiore -a volte accompagnato da prurito- e la rigidità che colpisce soprattutto al mattino o dopo aver passato un certo tempo fermi. Solitamente l’infiammazione articolare è simmetrica, cioè nelle due metà del corpo in egual misura. Un’altra caratteristica della sintomatologia è che, trattandosi di una malattia sistemica, può esserci anche un indolenzimento dei muscoli generale, un malessere diffuso e persino qualche linea di febbre. Infine, possono essere presenti dei noduli sottocutanei in mani, piedi e gomiti, ma nei casi più gravi anche più profondi e asintomatici, specialmente ai polmoni.

Come si diagnostica e come si cura l’artrite reumatoide

Gli esami impiegati per diagnosticare questo disturbo sono molteplici, e vanno dalle semplici analisi del sangue per verificare la presenza del fattore reumatoide ad esami di laboratorio e strumentali, ad esempio le radiografie ed ecografie articolari per controllare la progressione del disturbo.

Ma come si può curare l’artrite reumatoide? Sebbene non sia possibile una vera e propria guarigione, i farmaci possono essere impiegati per dilatare i tempi di avanzamento della patologia, nonché per contenere i sintomi. Sono ad esempio impiegati il cortisone, che riduce l’infiammazione, e i FANS, cioè gli antinfiammatori non-steroidei, tra cui uno dei più diffusi è il diclofenac (Voltaren). Inoltre, periodicamente viene introdotto sul mercato qualche nuovo farmaco contro l'artrite reumatoide e vengono proposte cure innovative, che mirano a ridurre gli effetti collaterali dei medicinali esistenti. È in ogni caso opportuno rivolgersi al medico curante e studiare assieme il trattamento più adatto caso per caso.

Altri rimedi e precauzioni da adottare

Per curare questo disturbo è possibile trovare online anche svariati suggerimenti su plausibili rimedi naturali, come ad esempio quelli legati alla dieta e all’attività fisica. Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, è suggerito di fare regolarmente esercizio fisico, seppure non eccessivo. Inoltre, è importante tenere sotto controllo l’alimentazione e sapere cosa evitare. Esistono infatti alcuni cibi che possono favorire la tendenza infiammatoria.

È importante sottolineare che l’artrite reumatoide non è legata all’umidità o al freddo, come ingenuamente ci si potrebbe aspettare. Anzi, l’esposizione al sole deve essere limitata nelle ore di maggior calura, perché potrebbe peggiorare il dolore articolare.

In generale, l’assenza di obesità, il ridotto consumo di alcol e un consumo adeguato di frutta, verdura ed eventualmente integratori vitaminici, non solo riducono i fastidi associati all’artrite reumatoide, ma sono anche in grado di contrastare gli effetti indesiderati dei farmaci assunti per contrastarla e consentono di vivere una vita normale nonostante la malattia.



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